22 novembre 2011 ~ 0 Comments

Slot e videopoker nei centri anziani

Da quando il 18 luglio scorso poker cash game e casinò online hanno finalmente debuttato sul web italiano il riflettore sui giochi non s’è più spento. Il mercato del gioco a distanza è in costante crescita, ma non sono solo il poker online o i casino games ad interessare giocatori, operatori di settori e politici, ma tutto il settore dei giochi.

Da più parti infatti si guarda con grande interesse all’apertura di nuove sale da gioco, delle specie di mini casinò, che offrano alla clientela un’ampia scelta di video poker e slot machine di ultima generazione. A chiederle soprattutto le località turistiche del centro e del sud Italia, che risentono della mancanza di casinò, concentrati come noto a nord. Su queste questioni, una volta tanto, la politica italiano appare concorde e presto quindi, per gli amanti del video poker, ci saranno molte nuove possibilità di gioco.
Ma la discussione sui giochi è ampia e complessa e riguarda molti aspetti. La legge italiana sui giochi a distanza, che ha aperto finalmente le porte del nostro Paese al poker cash game e ai giochi da casinò è guardata con interesse in Europa e verrà presumibilmente presa a modello da altri Paesi, divenendo quindi per noi motivo d’orgoglio. Tuttavia c’è ancora molto lavoro da fare, in particolare sul fronte della lotta all’illegalità, online, ma soprattutto offline, dove la criminalità organizzata, fiutando l’affare ha spesso tentato di manomettere videopoker ed altri dispositivi.
Una delle ultime discussioni sui videopoker, a conferma di come l’attenzione sul settore sia sempre alta, è nata dal consigliere comunale del Pdl, Daniele Carella, che ha chiesto spiegazioni sulla presenza di videopoker nei centri anziani e, più in generale, nei circoli Arci e nei centri convenzionati con i comuni, visto che in quanto tali, devono per legge essere senza fini di lucro.
Tralasciando polemiche e strumentalizzazioni, tipiche della politica, la vicenda è servita per fare un po’ di chiarezza. E’ emerso infatti che i centri sociali “hanno piena responsabilità per quanto riguarda le iniziative relativa alla loro gestione”, possono quindi, in estrema sintesi, anche proporre ai loro frequentatori dei videopoker, a patto di aver fatto le relative richieste ed ottenuto la necessaria licenza.

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